Intervistiamo in questa puntata i protagonisti del progetto AUTelier.Com’è nato il progetto AUTelier?

AUTelier è un progetto di Associazione DIESIS Aps che nasce per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone nello spettro dell’autismo. Grazie a finanziamenti ricevuti da enti che hanno creduto in questo progetto, tra cui Fondazione Cattolica, Fondazione Vismara, Chiesa Valdese, e da collaborazioni con brand di abbigliamento, tra cui Gruppo Miroglio, Neirami, Juil, Pamela, abbiamo potuto avviare questa attività che, al momento, vede otto persone nello spettro inserite in un programma di tirocinio, affiancati da educatori e da esperti del settore retail.

Che ruolo ha avuto Fondazione Adecco nel progetto?Fondazione Adecco è da molto tempo al fianco di DIESIS e supporta le iniziative che riguardano l’inserimento nel mondo del lavoro, grazie a suggerimenti e indicazioni dei loro professionisti che collaborano con la nostra Associazione.

Qual è l’impatto che AUTelier può avere nella filiera del vestiario?Donandoci capi che sono fermi nei magazzini delle aziende di abbigliamento, si crea un circolo virtuoso per cui tali capi non vengono smaltiti con i rifiuti tessili (che aumentano in maniera esponenziale ogni anno) ma vengono venduti in AUTelier, permettendo di poter reinvestire i guadagni delle vendite in nuova formazione, tirocini e assunzioni. I capi venduti nel negozio sono tutti nuovi e di stagioni recenti, Made in Italy, quindi con un occhio di riguardo verso le produzioni delle aziende italiane che garantiscono una qualità unica. Per i brand del tessile, donare i loro capi al nostro progetto significa anche sostenibilità ambientale e sociale, temi attuali ai quali siamo molto attenti.

Quali sono le vostre prospettive future?Speriamo di poter replicare in altre zone di Milano e altre città italiane lo stesso format e dare la possibilità a più persone di fare formazione “sul campo” per acquisire competenze specifiche nel retail.Thalia Taioli

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